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Si dice che bisogna far tesoro delle storie dei nonni....ebbene adesso vi racconto una storia:
Mia nonna mi ha raccontato di quando, in Puglia, erano giovani e andavano a fare la stagione dei fichi in campagna, 1940/1950. Veniva dato loro un appezzamento di terreno con piante di fico e altro, da lavorare. I campi erano molto ampi e venivano divisi in piccoli appezzamenti dati a tante famiglie. Su ogni appezzamento ogni famiglia si costruiva una sorta di abitazione dove vivere per il tempo della raccolta della frutta. Tutto cio' a poche centinaia di metri dal mare, nelle campagne maruggesi, tra muretti fatti di pietre a dividere i campi di un padrone da un'altro, la terra era rossa, arsa dal sole, friabile e polverosa......come oggi, ogni tanto c'erano alberi di ulivo che facevano ombra e davano respiro a chi lavorava tutto il giorno sotto il sole pugliese in estate.
Le abitazioni erano costituite da un trullo (tipica abitazione antica del posto) e una costruzione attigua rettangolare piu' o meno grande a seconda delle possibilita' e delle persone che dovevano starci, il tutto creava una "casa" dove si cucinava, si dormiva, si viveva in 4/10 persone.
Queste casette esistono tutt'ora, questi appezzamenti di terreno ad oggi sono come allora ma abbandonati ed incolti. Perchè? Perchè lo stato paga i proprietari dei terreni incolti...... tutto è rimasto come allora, come negli anni '50, case, muretti, alberi......terra.....
E cosi' dopo il racconto della nonna.....Lucia, mi sono fatta portare da mio padre sul posto per vedere con i miei occhi cosa c'era e farmi raccontare ancora....e ancora.....come una sete che non termina mai......
Prendiamo una stradina tra i campi.....tra gli ulivi..... c'è il sole e fa caldissimo, è la fine di giugno, sudo.....
Gira e rigira......tra qualche casa moderna, qualche abitazione per vacanze, qualche appezzamento coltivato......ci inoltriamo in una zona desolata, semi deserta dove solo terra e sole, alberi e pietre ci tengono compagnia. Le strade divengono sterrate, costeggiamo un grande appezzamento non coltivato, erba alta, secca, qualche albero.......e le famose abitazioni dell'epoca..... hei! Ma tutto è come nonna mi ha raccontato...
Parcheggiamo vicino ad un vecchio trullo grigio.. Tante piccole abitazioni si somigliano e furono case vere, case abitate, luoghi di vita quotidiana di famiglie intere di anche 20 persone, tra caldo e arsura..mi inoltro tra lerba secca con le infradito ai piedi, la macchina fotografica nella mano e la voglia di sapere e conoscere una casetta che ha ospitato le mie origini per anni di duro lavoro quando nulla si aveva ma tutto si faceva.
Mia nonna mi ha raccontato di quando, in Puglia, erano giovani e andavano a fare la stagione dei fichi in campagna, 1940/1950. Veniva dato loro un appezzamento di terreno con piante di fico e altro, da lavorare. I campi erano molto ampi e venivano divisi in piccoli appezzamenti dati a tante famiglie. Su ogni appezzamento ogni famiglia si costruiva una sorta di abitazione dove vivere per il tempo della raccolta della frutta. Tutto cio' a poche centinaia di metri dal mare, nelle campagne maruggesi, tra muretti fatti di pietre a dividere i campi di un padrone da un'altro, la terra era rossa, arsa dal sole, friabile e polverosa......come oggi, ogni tanto c'erano alberi di ulivo che facevano ombra e davano respiro a chi lavorava tutto il giorno sotto il sole pugliese in estate.
Le abitazioni erano costituite da un trullo (tipica abitazione antica del posto) e una costruzione attigua rettangolare piu' o meno grande a seconda delle possibilita' e delle persone che dovevano starci, il tutto creava una "casa" dove si cucinava, si dormiva, si viveva in 4/10 persone.
Queste casette esistono tutt'ora, questi appezzamenti di terreno ad oggi sono come allora ma abbandonati ed incolti. Perchè? Perchè lo stato paga i proprietari dei terreni incolti...... tutto è rimasto come allora, come negli anni '50, case, muretti, alberi......terra.....
E cosi' dopo il racconto della nonna.....Lucia, mi sono fatta portare da mio padre sul posto per vedere con i miei occhi cosa c'era e farmi raccontare ancora....e ancora.....come una sete che non termina mai......
Prendiamo una stradina tra i campi.....tra gli ulivi..... c'è il sole e fa caldissimo, è la fine di giugno, sudo.....
Gira e rigira......tra qualche casa moderna, qualche abitazione per vacanze, qualche appezzamento coltivato......ci inoltriamo in una zona desolata, semi deserta dove solo terra e sole, alberi e pietre ci tengono compagnia. Le strade divengono sterrate, costeggiamo un grande appezzamento non coltivato, erba alta, secca, qualche albero.......e le famose abitazioni dell'epoca..... hei! Ma tutto è come nonna mi ha raccontato...
Parcheggiamo vicino ad un vecchio trullo grigio.. Tante piccole abitazioni si somigliano e furono case vere, case abitate, luoghi di vita quotidiana di famiglie intere di anche 20 persone, tra caldo e arsura..mi inoltro tra lerba secca con le infradito ai piedi, la macchina fotografica nella mano e la voglia di sapere e conoscere una casetta che ha ospitato le mie origini per anni di duro lavoro quando nulla si aveva ma tutto si faceva.
































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