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Mailia
trivago rating:
82 out of 100
1 Source
Via G.Salvemini
Maruggio TA
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very good

Le storie dei nonni (02.07.2008)
elenatrivago
elenatrivago (30)
Racconigi, Italy
Si dice che bisogna far tesoro delle storie dei nonni....ebbene adesso vi racconto una storia:
Mia nonna mi ha raccontato di quando, in Puglia, erano giovani e andavano a fare la stagione dei fichi in campagna, 1940/1950. Veniva dato loro un appezzamento di terreno con piante di fico e altro, da lavorare. I campi erano molto ampi e venivano divisi in piccoli appezzamenti dati a tante famiglie. Su ogni appezzamento ogni famiglia si costruiva una sorta di abitazione dove vivere per il tempo della raccolta della frutta. Tutto cio' a poche centinaia di metri dal mare, nelle campagne maruggesi, tra muretti fatti di pietre a dividere i campi di un padrone da un'altro, la terra era rossa, arsa dal sole, friabile e polverosa......come oggi, ogni tanto c'erano alberi di ulivo che facevano ombra e davano respiro a chi lavorava tutto il giorno sotto il sole pugliese in estate.
Le abitazioni erano costituite da un trullo (tipica abitazione antica del posto) e una costruzione attigua rettangolare piu' o meno grande a seconda delle possibilita' e delle persone che dovevano starci, il tutto creava una "casa" dove si cucinava, si dormiva, si viveva in 4/10 persone.
Queste casette esistono tutt'ora, questi appezzamenti di terreno ad oggi sono come allora ma abbandonati ed incolti. Perchè? Perchè lo stato paga i proprietari dei terreni incolti...... tutto è rimasto come allora, come negli anni '50, case, muretti, alberi......terra.....
E cosi' dopo il racconto della nonna.....Lucia, mi sono fatta portare da mio padre sul posto per vedere con i miei occhi cosa c'era e farmi raccontare ancora....e ancora.....come una sete che non termina mai......
Prendiamo una stradina tra i campi.....tra gli ulivi..... c'è il sole e fa caldissimo, è la fine di giugno, sudo.....
Gira e rigira......tra qualche casa moderna, qualche abitazione per vacanze, qualche appezzamento coltivato......ci inoltriamo in una zona desolata, semi deserta dove solo terra e sole, alberi e pietre ci tengono compagnia. Le strade divengono sterrate, costeggiamo un grande appezzamento non coltivato, erba alta, secca, qualche albero.......e le famose abitazioni dell'epoca..... hei! Ma tutto è come nonna mi ha raccontato...
Parcheggiamo vicino ad un vecchio trullo grigio.. Tante piccole abitazioni si somigliano e furono case vere, case abitate, luoghi di vita quotidiana di famiglie intere di anche 20 persone, tra caldo e arsura..mi inoltro tra lerba secca con le infradito ai piedi, la macchina fotografica nella mano e la voglia di sapere e conoscere una casetta che ha ospitato le mie origini per anni di duro lavoro quando nulla si aveva ma tutto si faceva.
Accessibility
80 out of 100
"Must See"-Factor
90 out of 100
Budget Friendliness
80 out of 100
Dare un valore al luogo.... avrebbe un valore inestimabile se solo qualcuno lo coltivasse o lo rendesse turistico, tutte quelle casette tipiche lasciate all'abbandono, si potrebbe fare un grande villaggio turistico facendo soggiornare i turisti nei trulli...emozionante....nel trullo di una famiglia maruggese degli anni 40.... coltivare la terra affinchè dia i frutti che quella terra puo' dare......niente, tutto abbandonato, che spreco! L'Italia è il paese degli sprechi!
Arrivo davanti alla piccola casetta della mia famiglia.....un trullo tutto sommato ben messo e ben tenuto, grigio, di pietre con la classica forma dei trulli.....su inciso 1947, data in cui la mia famiglia l'ha avuto.....data in cui è nato mio padre...... dentro non c'è nulla, lo spazio è piccolo ma l'interno è fresco, tutto sommato pulito, in buono stato..... ma perchè abbandonato? Mi incarognisco.... Di fianco c'è un parallelepipedo bianco che era la stanza da letto, vuota...... una nicchia nel muro (di cui mia nonna si ricordava) dove si metteva il cibo...... in quella stanza si dormiva in 10...... oggi noi se non abbiamo una stanza da letto di 5mt per 5 non siamo contenti e se non ne abbiamo una tutta per noi non dormiamo....letti a baldacchino, matrimoniali o col materasso ad acqua......allora dormivano in 3 in un letto da 1 piazza e mezza.....
La casa è ben messa, butto l'occhio dentro.....dei piatti nella nicchia.....sull'entrata di casa mio nonno aveva dipinto una meridiana....ora non si vede piu'. Vicino a loro , nell'arco di 100 mt. c'erano altre casette simili di altre famiglie che erano li per identici motivi. Qualcuno aveva un pozzo per l'acqua, qualcuno aveva un forno esterno per il pane, qualcuno aveva una scalinata esterna, un filo dove stendere......alberi di fico che se potessero parlare chissà cosa potrebbero raccontare...... mi fermo sotto un ulivo per fare delle fotografie a luoghi che sono identici da 70 anni...... la terra rossa mi macchia i piedi ma procedo, tra l'erba secca che mi graffia le caviglie. Esploro altre 3 casette.
Riparto in macchina passando per 2 masserie antiche abbandonate di cui una grandissima, una piccola fortezza, un mini castello abbandonato che racchiude ancora tutta la sua storia tra mura grigie e torrette, finestre aperte, stanze, frantoi.....
Un doppio trullo poi attira la mia attenzione......siamo a due passi dal mare, dalla zona di Campomarino chiamata Mirante.
Torno a casa e mi rendo conto che la mia attuale casa laggiu' è una villa 10 stelle in confronto alla casa dei miei avi all'epoca.
Quel punto della Puglia è molto "stagionato", molto è come allora, poco cambia e tutto resta, collinette, arbusti, il caldo è asfissiante, ma la voglia di esplorare la zona è forte e cosi' mi faccio ancora un giretto nei campi secchi dietro casa mia..... che, cammina cammina, arrivano fino al mare.... conservando profumi, calore, odori e vita d'un tempo!

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