Detailed review by Rosablu48
Rosablu48
Brescia, Italy99%
Il castello di Drottningholm è la residenza dove attualmente vivono i reali di Svezia. Contrariamente a quanto si possa pensare loro non vivono nel sontuoso palazzo Reale posto nel cuore della città di Stoccolma, ma se ne stanno in questo paradiso posto a qualche chilometro fuori dalla città.
Nella contea di Stoccolma ci sono bel 6 palazzi Reali, per cui era più che doveroso andare alla ricerca e sua visita di almeno qualche altro castello.
Per raggiungere il castello, che si trova sull’isola di Lovön, dobbiamo prendere la linea verde della metropolitana, scendere a Brommaplan, quindi proseguire con una delle linee di bus che passano in prossimità della reggia, con i numeri 176-177-178-301-323. Il primo che passa è il 177, lo prendiamo e scendiamo alla fermata denominata proprio come il castello, per cui è difficile sbagliare.
Subito ci appare il palazzo in tutta la sua bellezza. Lo specchio d’acqua che lo avvolge lo rende ancora più magico e le fondamenta appoggiano sul lago Maelaran che è raggiungibile, nel periodo estivo, dal battello in partenza dal Stadshuset, il palazzo che ospita il Municipio svedese.
È molto grande come castello e già capiamo che anche oggi la passeggiata non sarà breve.
Decidiamo di dedicare la prima parte della visita all’interno. È presto, i turisti sono ancora pochi e pensiamo che così facendo riusciremo a visitarlo con calma e tranquillità.
Anche qui le fotografie all’interno dell’edifico sono vietate, uffiii...., per cui lasciamo alla cassa il nostro zainetto con la macchina fotografica, il telefonino ed i giacconi. Mi è consentito di portare solo la mia borsetta, dopo aver fatto vedere cosa contenesse.
Le stanze sono disposte su due piani, non tutte sono visitabili visto che alcune sono occupate dalla famiglia reale, ma devo dire che di cose da vedere sono molte.
Numerose le sale che incontriamo iniziando dal primo piano e pian piano salendo fino al secondo, dalla sala del cerimoniale con la galleria di quadri rappresentanti le varie battaglie che nel corso dei secoli sono state fatte dal regno Svedese.
Si passa poi alla sala dei ritratti dove fanno bella mostra dipinti con raffigurati numerosi potenti della storia, partendo da Napoleone, papa Pio Nono, numerosi principi anche di origine italiana e molti personaggi famosi locali.
La camera della principessa Edvige Eleonora, dalle tonalità azzurre in ogni sua declinazione, con il pavimento in parquet lavorato magistralmente, i mobili intarsiati con grande pazienza, il letto a baldacchino incastonato in una nicchia su misura.
Si incontra poi la biblioteca voluta dalla Regina Lovisa Ulrike che contiene al suo interno manoscritti antichi di valore inestimabile. Infatti la visita di questa stanza si limita ad un piccolo spazio sulla porta d’ingresso. Oltre non si può andare perché tutto transennato.
Altre numerose sale si incontrano sul cammino, ora rappresentano salottini dove le cortigiane erano solite intrattenersi per conversare, ora sono studi dove invece si tenevano riunioni sulle sorti della nazione, ora sono sale da pranzo dove la famiglia si riuniva per il pasto.
Drottningholm10
Ratings
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Accessibility
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"Must See"-Factor
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Budget Friendliness
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Architecture
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Condition
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Historical Significance
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In ogni stanza vi è comunque il fasto è la ricchezza che si deve ad un palazzo di questa importanza. Le tappezzerie, gli stucchi che imitano perfettamente i marmi, i pavimento in parquet finemente lavorati, i mobili di pregio disseminati ovunque e le numerose opere d’arte che arredano tutti gli ambienti.
La visita è abbastanza lunga ma alla fine riusciamo a terminarla. La grande folla non è ancora arrivata e noi possiamo girare in santa pace.
Se la visita all’interno del palazzo ha occupato un bel po’ del nostro tempo ora dobbiamo preventivarne anche di più per visitare il resto della proprietà.
Ci sono tutti i giardini esternamente al castello e poi, per finire, c’è il padiglione cinese, un’altra sciccheria che non voglio perdere.
I giardini sono come si convengono nei castelli: immensi, curatissimi e bellissimi. Occupano moltissimo spazio e visitarli tutti sarebbe impossibile. Ci limitiamo a fare il viale centrale, ricco di fontane, statue, alberi di diverso tipo e, camminando camminando, giungiamo alla seconda parte cospicua della nostra visita. Il padiglione cinese, una costruzione che richiama lo stile cinese, appunto, e che fu fatta costruire da Re Adolf Fredrik per la sua adorata moglie Lovisa Ulrike in occasione di un suo compleanno.
In origine la costruzione era stata fatta in legno, ma poi con il tempo è stata sostituita dall’odierna costruzione in muratura, più resistente e sicura.
Già al primo sguardo si respira aria orientale. Quei suoi tetti spioventi da pagoda, quelle linee ondulate che caratterizzano i palazzi cinesi, quei colori così... cinesi!!
Se l’esterno cattura l’attenzione però è l’interno che conquista. Tutto è sorprendentemente realistico, sembra di essere stati catapultati in un secondo nel paese del lontano oriente e davvero ci si chiede dove si è di preciso.
La struttura non è molto grande, ci sono poche stanze ma ognuna è un capolavoro a sé stante.
Anche qui le fotografie sono bandite, degli indomiti sorveglianti osservano tutti i visitatori con aria seriosa e sfidare la sorte con uno scatto rubato è meglio non farlo. Dovrò accontentarmi di quello che ho immagazzinato nella mia mente.
Le sale sono contraddistinte da colori: si comincia con quella verde, ricca di decorazioni alle pareti, piccoli sgabelli ai lati dei muri e piccole statue cinesi raccolte in piccole nicchie che si aprono nelle pareti. Poi c’è quella gialla in cui sono esposti dei quadri in cui si può vedere anche piccoli tratti della muraglia cinese, scene di vita comune e moltissimi pannelli colorati.
Anche nelle sale rossa e blu le scene si ripetono. Mobili di pregio, suppellettili, quadri, piccoli gioielli, tutti di autentica fattura cinese che facevano felice la regina Lovisa Ulrike, amante di quest’arte venuta da lontano.
Qui la visita si può dire abbastanza veloce, in un’oretta ce la siamo sbrigata, per cui ci avviamo verso l’uscita.
Ma altre sorprese ci attendono.
Nel ritorno non facciamo la strada dei giardini, seppur bellissimi, ma ci prendiamo la libertà di visitare il grande parco che è a ridosso del castello ed anch’esso chiamato parco Reale.
È aperto al pubblico, al suo interno ci sono dei piccoli laghetti navigabili e innumerevoli sentieri lo rendono percorribile in lungo ed in largo.