Detailed review by luplay
luplay
porto recanati, Italy100%
Ci sono quei locali dove si va solo se si conoscono e il ristorante Mangia è sicuramente uno di quelli.
Pur trovandosi nella cittadina di Civitanova Marche la cui notorietà oltrepassa i confini regionali, il ristorante si trova nella località di Civitanova Alta da cui occorre proseguire fino ad imboccare una stradina bianca che conduce al locale. Bisogna comunque dire che nell’ultimo tratto il ristorante è ben segnalato.
Arrivando al ristorante un ampio parcheggio ed un discreto panorama accoglie l’ospite.
Il ristorante si presenta decisamente curato, anche nell’arredamento, ma non da assolutamente l’idea di un locale di lusso.
Diversi locali sono a disposizione degli ospiti. Il più grande è la veranda di accesso al locale che d’inverno è riscaldata da una stufa a pallets tanto scenografica quanto efficace. All’interno ci sono altre sale di cui alcune piccole e più riservate.
Il ristorante viene gestito dallo chef Paolo Mazzieri che ne è anche il proprietario.
La passione per il suo lavoro è davvero contagiosa ed è piacevole ascoltare i dettagli del piatto prima di poterlo assaporare.
La cucina di Paolo Mazzieri è attenta al territorio con il gusto di innovare con accostamenti a volte ardui, ma mai spiacevoli al gusto.
Il menu è sia di carne che di pesce e proprio in quest’ultimo settore culinario a mio parere si raggiungono i vertici dell’eccellenza.
La cucina innovativa a volte viene scambiata per nouvelle couisine, ma non vi preoccupate di certo in quanto dal ristorante non si esce certo con la fame.
Prima di iniziare vengono portati una serie di pani, tutti fatti in casa, presentati anche in proprie confezioni per esaltarne le fragranza. Il consiglio spassionato è quello di non esagerare per poter assaggiare tutti i successivi piatti. Come tutto il resto i pani sono molto particolari e basti pensare ad alcuni accostamenti per rendere l’idea: le bruschette insaporite con olio al carbone (per il pesce) e quelle al lardo al profumo di rosa (per la carne). Sapori molto particolari ed un retrogusto davvero insolito con preferenza personale per quelli al lardo. Una particolarità da segnalare è che l’olio al carbone è fatto direttamente dallo chef con materia prima ricavata dagli uliveti che si trovano nella collina fuori dal locale.
Iniziano poi gli antipasti dove a mio parere si raggiunge l’eccellenza nell’abbinamento anche ardito di alcuni sapori. Sono piatti non da trattoria ed il gusto eccellente viene accompagnato da una presentazione estetica davvero gradevole.
Preferenza per le capesante al tartufo e il piatto di cozze al rosmarino, con accostamento sicuramente non inusuale, ma con una sapiente dosatura degli ingredienti tanto da renderlo un piatto prelibato. Inevitabile la scarpetta con il sughetto delle cozze.
I primi costituiscono porzioni importanti sia a livello qualitativo che quantitativo. Il condimento a base di astice (che viene servito insieme alla pasta direttamente nel piatto) è davvero eccellente.
Per i secondi l’offerta spazia dal pesce del giorno al forno fino alla tradizionale grigliata ed all’eventuale frittura.
Decisamente simpatico il modo di cuocere e servire le alici a scottadito con una minuscola griglietta (occorre fare attenzione perché ovviamente scotta).
Prima del dolce viene portata una salvietta (fatta come una zolletta tonda di zucchero) che rinviene con l’acqua calda. Immediatamente vi viene indicato di non mangiarla in quanto con tutte le innovazioni che avrete visto durante la cena il rischio di scambiarla per qualcosa di commestibile è elevato.
L’innovazione, leggermente ridimensionata con i secondi, torna prepotentemente con il dolce con una varietà di scelta davvero interessante.
Una buona cantina con una predilezione per un Verdicchio dei Castelli di Jesi della cantina Andrea Felici che ci è stato consigliato dallo chef.
Prezzi non proprio economicissimi, ma soldi ben spesi per la qualità di quello che avete mangiato.
Mangia9
Ratings
-
Accessibility
-
"Must See"-Factor
-
Budget Friendliness
-
Ambiance
-
Guests
-
Food
-
Service
-
Cero l'accessibilità non è il punto forte del locale, ma questo provoca un'evidente selezione della clientela, elemento che non guasta.
La cucina ed il servizio sono le eccellenze del locale