Detailed review by paulex
Arriviamo a Chiang Mai nel pomeriggio, provenienti dalla tranquilla città di Chiang Rai e, dopo esserci sistemati in hotel, facciamo un giro di esplorazione per la città.
E' ormai quasi sera, e la prima impressione non è delle migliori: troppi baretti con uomini europei di mezz'età in compagnia di giovani ragazze thai.
Mi richiama un po' l'atmosfera non entusiasmante della Pattaya di parecchi anni fa.
Poi arriviamo alla Ratchadamnoen, (in Thailandia i nomi delle strade, come quelli dei templi, si ripetono spesso uguali in luoghi diversi), la strada principale del centro storico, animata e vivace, con diversi locali e bar, che termina alla Tha Phae Gate, un tempo porta d'ingresso della città, che si apre in quel che resta delle belle mura di cinta.
Ritrovo lì una generazione che non sapevo dove fosse finita: ultrasessantenni non rassegnati al passare del tempo, con i pochi capelli rimasti raccolti a coda di cavallo e gli occhialoni scuri, in sella ad una Harley Davidson completa di giovane thai sul sellino posteriore; tipi da American graffiti, epigoni del sogno americano con cappello texano, altri con la maglietta di Che Guevara; pensionati tedeschi con un discreto gruzzolo e molto tempo a disposizione; giovani artisti europei con pochi soldi ma molto talento in cerca d'ispirazione; sfaccendati di mezz'Europa che vivono a Chiang Mai in maniera semplice ma dignitosa con pochi euro al giorno; insomma un campionario di varia umanità come quello che popolava il quartiere latino di Parigi ai primi del '900.
A tutti Chiang Mai offre, indipendentemente dal censo e dalle caratteristiche umane, accoglienza, rifugio, calda ospitalità ed avventura.
E credo che ne riceva anche: una delle più belle città orientali, ricca di capolavori di epoca Lanna, che però poteva rischiare di finire ingessata nel destino di città-museo, sta diventando una sorta di incredibile laboratorio culturale, dove oriente e occidente si amalgamano e si integrano a vicenda, dando vita ad una sorta di nuova società che fonde gli aspetti dell'una e dell'altra.
Chiang Mai è molto diversa da Bangkok: lì la megalopoli tentacolare prende il sopravvento sull'uomo, la bellezza del palazzo reale sfolgora al di fuori di qualunque contaminazione esterna.
Gli europei, che pure si vedono, oggi non aggiungono nulla ad una città che, perché così immensamente grande e popolata, continua a vivere dei suoi ritmi e dei suoi riti, pur se tutta proiettata verso le sfide della globalizzazione.
Chiang Mai, come la Bangkok di una volta, è molto più piccola, e la componente europea emerge visibilmente all'interno di una realtà fortemente tradizionale: è inevitabile, quindi, che ne venga fuori una terza via con caratteristiche uniche.
Sono ormai le sette di sera e, passeggiando al di fuori delle mura arriviamo, quasi senza accorgercene, al perimetro di strade che costituiscono la classica meta di evasione serale di Chiang Mai, il cosiddetto night market.
Chiang Mai Nightmarket9
Ratings
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Accessibility
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"Must See"-Factor
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Budget Friendliness
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Il night market è un grandissimo mercato, serale più che notturno, che si snoda intorno a tre-quattro vie principali, costituendo quasi una sorta di quartiere, al cui centro si ergono le torri degli hotel delle grandi catene internazionali.
Pittoresco, ma, a mio giudizio, non entusiasmante.
Ritrovo consueto di tutti gli stranieri che vivono a Chiang Mai e dei turisti di passaggio, il mercato notturno è costituito da file ininterrotte di bancarelle che vendono tutte le stesse cose: magliette, artigianato del nord, orologi falsi di marche svizzere, ed altro.
Comincia ad animarsi tra le sette e le sette e mezza di sera, ora in cui cominciano ad arrivare i tuk-tuk che portano i turisti, e in cui giungono a piedi quelli che alloggiano negli hotel limitrofi.
Nelle vie in cui si svolge il night market ci sono anche un paio di piccoli centri commerciali, denominati night bazaar, e ampi food corners in cui mangiare in modo economico.
Ci sono anche diversi ristoranti, che ospitano gruppi di turisti, stanchi di girare tra le bancarelle.
C'è perfino una “german bierhause , dove un'incredibile ragazza thailandese, in perfetto abito tirolese con tanto di cappelletto alpino con le piume di gallo cedrone, ammicca ai turisti teutonici che, presi dalla nostalgia, si riuniscono in grandi tavolate.
Il locale ci incuriosisce, e dato che la maggior parte dei tavoli sono all'aperto, dopo esserci accertati che la cucina offre piatti locali, oltre che tedeschi, decidiamo di fermarci a mangiare lì.
Da bere, oltre ai consueti soft drinks, la casa offre, oltre alle due più note birre locali, la Singha e la Chang, un'ampia selezione di birre estere.
Prendiamo un paio di zuppe “Tom Yum, il piatto tipico thai, ed un'altra specialità del nord.
Lo spettacolo è assicurato dalle tavolate di tedeschi che, sollevando i grandi boccali di birra, mangiano wiener schnitzel e patate fritte, e si sentono un po' come a casa loro.
Non molto dissimili, peraltro, da una signora italiana che ho udito con le mie orecchie cercare i bucatini all'amatriciana.
Tutto l'ambiente del night market è animato, affollato ma al tempo stesso tranquillo; certamente, come in tutti i mercati, occorre un po' di attenzione al portafogli, ma il rischio di essere alleggeriti da qualche mano di velluto è assai maggiore in Italia che non qui.
Con il passare del tempo il night market si anima, si fa più vivace e poi, lentamente, man mano che la schiera di tuk-tuk allineati sul suo perimetro comincia a riportare i turisti negli alberghi, inizia e svuotarsi finché, verso la mezzanotte, le bancarelle, una dopo l'altra, chiudono e chi vuole tirare tardi si dirige verso uno degli innumerevoli locali che offrono ogni sorta di svago.
Giudizio? Interessante ma, come ho detto prima, non entusiasmante.
Troppo ripetitivo nelle merci esposte e troppo allineato sulle esigenze dei turisti.
Molto più interessante, a mio giudizio, il cosiddetto Sunday market, il mercato, anch'esso notturno, che si tiene la domenica sulla Ratchadamnoen, che per l'occasione viene chiusa al traffico.
Ci sono stato una domenica sera, durante il soggiorno a Chiang Mai.
Se potete, fate in modo che uno dei vostri giorni a Chiang Mai capiti di domenica.
Al Sunday market arrivano, con le loro mercanzie, artigiani e ambulanti della regione del Nord, e qui più facilmente che non al night market, troverete prodotti artigianali fatti a mano da donne Akha, stoffe con disegni tipici delle tribù di montagna e piccoli oggetti di ogni tipo.
In piccoli spazi tra le bancarelle si esibiscono artisti di strada, soprattutto orchestrine di ciechi o di anziani musicanti.
I cortili dei magnifici templi buddisti sulla Ratchadamnoen vengono aperti ai food corners, e dai tavolini e dalle improvvisate friggitorie si spargono i tipici effluvi degli aromi asiatici, accanto alle soglie dorate degli splendidi capolavori d'arte Lanna.
Insomma, il Sunday market è molto più particolare, più pittoresco e più unico rispetto al quotidiano night market.
Vicino ala Tha Phae Gate è pieno di poliziotti che si fotografano tra loro, si scambiano mascotte e distribuiscono opuscoli. E' la festa della Tourist Police, la polizia turistica di Chiang Mai, una struttura volontaria organicamente inquadrata, a tutti gli effetti, come componente ausiliaria della polizia thailandese.
Mi colpisce soprattutto il fatto che non si tratta di thailandesi, ma di europei e non solo.
Incuriosito, chiedo loro spiegazioni, che non mi lesinano, facendo anzi a gara ad illustrarmi modi e particolari del loro operato: sono uomini e donne, inglesi, francesi, tedeschi, australiani, cinesi, e chi più ne ha più ne metta, che vengono qui a Chiang Mai, a dedicare qualche mese di tempo per fornire supporto informativo nella propria lingua ed occuparsi di eventuali problematiche che dovessero coinvolgere i loro connazionali.
La loro uniforme è azzurra, marziale e importante come quella dei poliziotti americani, ma il loro entusiasmo da boy scout mi fa indovinare più una propensione a giocare ai soldatini che una determinante necessità della loro presenza.
Chiedo se si tratti di ex poliziotti professionisti: solo uno, un australiano, lo è: andato in pensione da poco, non se la sentiva proprio di smettere la divisa.
Gli altri provengono dalle esperienze più disparate.
Rispondono volentieri alle mie domande, e mi danno del materiale informativo.
Forse la mia curiosità fa loro immaginare che non mi dispiacerebbe unirmi per qualche mese alla loro comitiva.
E chi sa che sotto sotto non abbiano ragione.
Ci fermiamo a mangiare in uno dei tanti locali, e poi riprendiamo a girare per l'animatissimo mercato.
Senza che che ce ne accorgiamo passano un altro paio d'ore.
Il tempo trascorre veloce tra le bancarelle del Sunday market.
E' ormai molto tardi, e ci incamminiamo verso l'albergo, non lontano, anche se la notte di Chiang Mai continua ad essere vivace ed animata.
Non si vedono più in giro le gallonate uniformi blu della polizia turistica; gli occidentali sono andati a dormire.
Sulla Ratchadamnoen, che tra poco riaprirà al transito veicolare, restano, a dirigere il traffico, i poliziotti thailandesi.
Quelli veri.