Il Castello Pallotta domina il centro abitato di Caldarola, in provincia di Macerata, dall'alto di un colle, incastonato all'interno di un parco - non grandissimo ma ricco di piante anche piuttosto rare - e si trova all'interno del centro storico cittadino. Negli anni è stato sottoposto a diversi interventi di restauro e se ne hanno i segni nei vari stili architettonici ed anche negli arredi che vi si trovano all'interno.
Può essere visitato con l'accompagnamento di una guida turistica, in gruppi da venti persone, e nei giorni festivi, il sabato e la domenica, ogni trenta minuti circa. Uno solo dei due piani del Castello può essere visitato visto che il piano superiore è abitato dai proprietari, gli eredi della dinastia Pallotta che pur risiedendo altrove, ne fruiscono di tanto in tanto.
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Accessibility
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"Must See"-Factor
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Budget Friendliness
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Architecture
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Condition
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Historical Significance
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Per arrivare davanti all'ingresso del Castello abbiamo dovuto attraversare il centro cittadino e a dire il vero non ho trovato una segnaletica troppo chiara. Anzi, due o tre frecce sistemate nei pressi del Castello sembrano dare per scontato che tutti sappiano dove si trovi e dove ci si debba dirigere. Non è possibile arrivare fin davanti all'ingresso in auto ma si deve parcheggiare fuori dalle mura e salire a piedi. La risalita è possibile da più lati, uno dei quali fornito di scale.
Per poter accedere al Castello è necessario suonare una campana. Si viene accolti ed indirizzai alla cassa: le visite possono essere effettutate all'incirca ogni trenta minuti, in gruppi da venti persone e con una guida. Il Castello è accessibile solo al primo piano visto che il secondo è adibito ad abitazione per i proprietari. Dal primo piano si scende poi verso il parco che presenta alcune piante particolarmente rare e di antica data. Segnalo una curiosità: su una staccionata abbiamo trovato uno striscione su cui era scritto a caratteri cubitali "Buon compleanno Pino"... ma per Pino non si intende una persona che abbia festeggiato il compleanno in quel parco quanto una delle piante che da anni ed anni si innalzano ai piedi del Castello.
La visita al Castello.
La struttura ha subito, nel tempo, diversi interventi di ristrutturazione. Costruito nella seconda metà del IX secolo, venne adibito ad abitazione privata verso la fine del '500 dopo che il Cardinale Pallotta lo destinò a residenza estiva. L'ultimo intervento di ristrutturazione, in ordine di tempo, risale ai tempi moderni, nel 1997, quando la struttura subì dei gravi danni a seguito del terremoto che si verificò quell'anno. Da fortezza militare a residenza estiva: i segni delle diverse destinazioni di questa struttura si vedono tutt'ora nel visitare i vari ambienti che conservano, nella loro sistemazione originale, cimeli sia destinati all'epoca alla difesa e alle imprese militari che elementi d'arredo più comuni per nobili di allora.
Passando dal cortile d'ingresso si raggiunge la sala degli stemmi che era l'ambiente in cui già si poteva - e si può anche ora - avere idea della potenza della dinastia Pallotta. Sul soffitto si notano i diversi fregi che riportano l'evoluzione dello stemma del casato: dal primo e più antico leone rampante fino al più recente braccio armato. Nella sala si possono anche ammirare dei ritratti dei vari membri del casato.
La sala della biblioteca è piuttosto ampia: originariamente era utilizzata come sala dei ricevimeti, luogo in cui venivano ricevuti gli ospiti, per essere poi adibita a biblioteca. Si conservano reperti librari in diverse librerie dell'epoca. Lateralmente si ha accesso alla cappellina privata. Segnalo una particolarità. Il soffitto è stato ricostruito alla fine dell'ottocento in stile neogotico e presenta una particolare struttura: quella di una nave rovesciata.
Il salotto giallo è un ambiente più piccolo e raccolto: il luogo in cui sostavano gli ospiti prima di andare nelle stanze da letto, per il riposo notturno. La camera da letto presenta arredi risalenti a diverse epoche: da una porta si intravede una piccola stanza privata per la toletta, raccolta ed elegante soprattutto per mantenere alto il tono degli ambienti in occasione di visite illustri come quella della regina Cristina di Svezia, poi ritratta di un dipinto che domina su una parete.
La cucina, piuttosto semplice e povera nella struttura, presenta alcuni elementi particolarmente interessanti come il piano di cottura che veniva alimentato con la brace, due madie per il pane una delle quali sormontata da una specie di tabernacolo con tanto di chiavistello utilizzato per custodire gelosamente il pane bianco. E poi il pentolame di vario genere e varie epoche.
La sala da pranzo è decisamente più elegante della cucina, ovvia conseguenza del fatto che in sala da pranzo ci si trattenesse con gli ospiti mentre in cucina la servitù si metteva al lavoro.
Per accedere alle stanze dell'armeria si devono scendere delle scale in un ambiente piuttosto buio. Si arriva alla sala delle armi, con armature ed armi di vario genere, alla stanza delle carrozze, dove sono conservati alcuni esemplari di diverse epoche, alla stanza dei finimenti e dei calessi oltre che a quella degli abiti.
La guida che ci ha accompagnati è stata molto esauriente nelle sue spiegazioni ed ha avuto anche qualche difficoltà nello svolgere il suo lavoro visto che eravamo in un gruppo con diversi bimbi, alcuni dei quali particolarmente vivaci... In effetti mi sento di consigliare di non visitare luoghi di questo genere con dei bimbi piccoli: la visita dura circa 25 minuti, non ci si può allontanare da solo, non si può tornare indietro, i passaggi da una stanza all'altra sono piuttosto stretti e nei diversi ambienti ci sono molte zone transennate anche con suppellettili piuttosto delicate... Bambini che piangono e parlano a voce altra infastidiscono il resto del gruppo (ne avevo due al seguito pure io, quindi non lo dico perchè sono stata infastidita ma perchè mi sono resa conto di quanto sia difficile farli stare buoni per tutto il tempo anche se dei miei non mi posso proprio lamentare) e si rischia che vadano toccando ciò che invece è proibito toccare. Se comunque decidete di andare con dei bambini tenete presente che non sarà possibile accedere con passeggini o carrozzine.
All'interno non è possibile usare macchine fotografiche o videocamere. Foto concesse solo all'esterno.
Il biglietto d'ingresso, a prezzo intero, è di sette euro a persona. A dire il vero l'ho trovato un po' caro soprattutto se confrontato ad altre strutture museale più ricche e suggestive di questo Castello ma più economiche all'ingresso. Ci hanno poi regalato due carnet di biglietti che possono essere utilizzati presso diverse strutture museali e mostre allestite in regione: biglietti che danno diritto a pagare una riduzione.
Molto bello il panorama che si gode passando sui pontili, nella zona del ponte levatoio e affacciandosi volgendo lo sguardo verso il centro abitato: si ha proprio l'idea di quanto si sia in posizione dominante rispetto al resto della città, ai "comuni mortali".
Negli ultimi tempi alcune zone del Castello sono state anche adibite a sale per mostre e convegni e all'ingresso mi sono anche imbattuta in un cartello in cui si pubblicizzava la possibilità di effettuare dei banchetti, dei ricevimenti. Ovviamente a pagamento.
Un'ultima segnalazione. Non lontano dal Castello, presso il Palazzo dei Cardinali Pallotta in piazza Vittorio Emanuele 13, è possibile visitare la mostra "Scoperte nelle Marche intorno a De Magistris". La mostra, curata da Vittorio Sgarbi, è stata prorogata fino al 24 di questo mese.