perfection!

Uluru, Il cuore pulsante dell'Australia (18.07.2008)
albertogregori72
albertogregori72 (36)
Castiglione d'Adda, Italy
Uno dei primi dubbi nel pianificare un viaggio in questo sterminato Paese, è quello se includere o meno il Red Center, dove si trova il famoso Uluru, comunemente tradotto in Ayers Rock.

I dubbi nascono dal fatto che questa scelta implica un deciso sovrapprezzo, rispetto alla media dei costi normali ed un percorso quasi obbligato nel costruire un itinerario: due voli aggiuntivi (monopolio Qantas, per cui i più cari), resort costosi, noleggio auto costoso, insomma, uno sforzo economico per trovarsi di fronte ad una montagnala cui immagine è talmente famosa che quasi verrebbe a pensare: ma chi me lo fa fare??
Accessibility
40 out of 100
"Must See"-Factor
100 out of 100
Budget Friendliness
90 out of 100
Il mio consiglio?? FATELO!!!! E non chiamate Uluru montagna...il motivo però, lo si capisce solo dopo averlo visto.

La prima emozione che suscita Uluru è ADRENALINA: il solo trovarsi al suo cospetto fa battere il cuore, lascia fantasticare, sembra di essere arrivati ad una meta precisa, ad un punto di riferimento, ad un simbolo non solo dellAustralia ma dell'intero pianeta. Una meta imprescindibile per chiunque si consideri vagamente viaggiatore.

Il secondo sentimento che si prova avvicinandosi, è quello del RISPETTO. Il volere degli Anangu, tribù Aborigena che da sempre ha vissuto in queste terre, è quello di insegnare al semplice turista ad apprezzare il luogo oltre la semplice visita, conoscere le loro tradizioni, il loro rispetto per la natura, per una pianta, per un insetto, per una pozza d'acqua considerata sacra, visto che solo grazie all'acqua sono riusciti a sopravvivere in un luogo così poco ospitale.
Gli Anangu chiedono al turista di non scalare il loro simbolo sacro, ma non lo proibiscono. Sta al visitatore decidere quale sia la miglior cosa da fare. Di certo le viste più emozionanti non vengono offerte dalla scalata, ma dal sentiero che circonda la base, passando tra canyon spettacolari, pareti vertiginose levigate dal vento e dall'acqua, buche impressionanti scavate dal tempo, grotte dipinte con pitture rupestri che simboleggiano e testimoniano l'esistenza degli aborigeni da millenni.

La terza emozione che offre Uluru è STUPORE, nell'ammirare un simile monolito che si erge dal nulla dal piatto paesaggio circostante, sembra appoggiato non per caso ma per volere di qualcuno. Assaporare il silenzio ed il rumore del vento camminando lentamente attorno alla base, dove ci si trova come per incanto lontano dal resto dei turisti, dal trambusto di auto e bus. E' qui che si respira la vera essenza di Uluru.

La quarta ed ultima emozione che Uluru regala è MAGIA: è quella offerta dal tramonto indimenticabile che scende rapidamente sul Red Center, che quasi confonde e regala agli occhi ed allo spirito momenti incantati, sollevando un dubbio: forse questo luogo è davvero magico come molti dicono.
In pochi minuti Uluru offre il meglio di se, trasformandosi come per prodigio dando l'impressione di diventare una cosa viva, passando da una tonalità di colori incredibili, unici, indescrivibili, come se al suo interno si accendesse una lampadina fluorescente, per poi spegnersi lentamente nel buio intenso del deserto, dove si accende improvvisamente una stellata mai vista, con astri talmente luminosi che danno l'impressione di essere in un altro pianeta.

Nei giorni precedenti mi piaceva raccontare a mio figlio una storiella inventata, per accrescere il suo desiderio e la curiosità, visto che alla sua età non avrebbe di certo potuto apprezzare emozioni che vengono suscitate in un adulto: gli raccontavo che molti anni fa, quando gli aborigeni erano diventati schiavi dei conquistatori, un giorno giunsero di fronte ad Uluru e raccontarono a loro che questa montagna era sacra, e che qualora la sera fosse diventata rossa, lo spirito protettivo della montagna li avrebbe uccisi. Quella sera, una volta assistito all'evoluzione della montagna, i conquistatori si spaventarono fuggendo e gli aborigeni tornarono liberi. Ancora oggi, se la montagna diventa rossa, lo spirito buono veglia su chi abbia portato rispetto alla montagna.

Dopo aver visto Uluru, comincio a credere che questa storia inventata racchiuda un piccolo segno di verità, e che lo spirito buono di Uluru ci abbia vegliato nel nostro girovagare per lAustralia regalandoci forti emozioni.


Notizie pratiche:

L'aeroporto di Ayers Rock si trova a circa 30 km da Uluru, e rappresenta la base più comoda di partenza per la visita dell'intera zona. L'unica compagnia aerea che serve l'aeroporto è la Qantas.

In alternativa, è possibile volare fino ad Alice Springs e percorrere un tour in auto (un fuoristrada è quasi indispensabile) di 4gg che tocca le varie principali attrazioni della zona.

A 5 chilometri dall'aeroporto si trova l'unica zona in cui è possibile pernottare: ci sono 4 resort differenti, che dispongono di tutti i servizi, costruiti a debita distanza da Uluru. Anche il più economico è offerto a prezzo eccessivo, la camera più piccola con bagno privato dell'Outback Resort, costa € 124 in solo pernottamento, ed è davvero modesta. In alternativa sono disponibili dormitori ed un campeggio.

Anche cenare costa caro: si può farlo sotto le stelle acquistando la carne e cucinandosela da soli nei barbecue, ma il prezzo, che comprende un buffet di verdure, è decisamente eccessivo. Conviene spendere qualcosa in più e cenare in un buffet tipicamente australiano presso i ristoranti dei vari resort (circa aud 48, bambini gratuiti).

L'ingresso al parco di Uluru, che comprende anche la visita ai monti Olgas, costa aud 25 (€ 15) e dura 3 giorni, bambini gratuiti.

Ad Ayers Rock anche la benzina costa cara, oltre 2 dollari contro il dollaro e mezzo del Western AUstralia.

Clima: da giugno a agosto scende l'inverno sul Red Center, ma forse è la stagione migliore per la visita. Le temperature notturne sono rigide, ma dopo l'alba basta una felpa pesante per reggere il freddo del mattino (anche 2-4 gradi), che rapidamente salgono già verso le 9 fino a raggiungere i 18-22 gradi. Le giornate sono terse, il cielo blu, e le mosche fastidiose sono quasi assenti.

Finito l'inverno le temperature salgono progressivamente fino a superare facilmente i 40 gradi, diventa impossibile percorrere i vari sentieri durante la giornata, anche per via delle mosche che diventano fastidiosissime.


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Comments to this review

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    Virna, 20.07.2008 10:26 o'clock


    Che meraviglia!
    Virna
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    tanya38, 18.07.2008 13:31 o'clock


    un luogo incantevole
    tanya38
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    mycocopops, 18.07.2008 12:05 o'clock


    uau!!!
    mycocopops